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venerdì 11 febbraio 2011

libertà civile, libertà di diritti o solo bigottismo dal passato?

mi ero proposto, almeno per qualche giorno, di non scrivere di politica, opinioni plitiche o opinioni sul nostro attuale persidente del consiglio. ma come faccio?
questa mattina come al solito, caffè e radio. di che si parla? della manifestazione di domenica a milano.
vorrei evitare di parlare della manifestazione in se e da chi l'ha organizzata, anche se su quest'ultimo argomento ci sarebbe veramente tanto di cui parlare, ma della cosa che sinceramente mi sconvolge ogni giorno di più. mi sconvolge proprio come quando credi che una certa cosa sia un fatto isolato o comunque un fenomeno limitato e invece ti accorgi che non è così.
si parla di prostituzione femminile, di libertà sessuale, ma ci si dimentica di parlare della libertà che ha un uomo a settanta anni di pagarsi una prostituta minorenne; ci si dimentica di dire che la ragazza probabilmente non è neanche una prosituta è una che partecipa ai suoi festini per scelta e ci si dimentica di dire che la ricompenza per queste "partecipazioni" sono denaro, successo, un posto in politica o in tv o in tv e dopo in politica, e in fine ci si dimentica che donne che vanno a questi festini, che probabilmente fanno sesso con il suddetto settantenne, probabilmente, se non fosse il presidente del consiglio e un ricco imprenditore non lo avrebbero guardato neanche col binocolo rovesciato e neanche per 5 milioni di euro.
fatto è che queste ragazze sprovvedute, vittime inconsapevoli, o forse no, dell'inesauribile fascino seduttore di un uomo ricco e potente, si sono trovate ad innescare una catena, una  bufera mediatica incredibile.
la cosa più incredibile è che è un fatto così logico che "lo sfruttamento della prostituzione" sia un reato; che invitare alle proprie festicciole ragazze bellissime semplicemente per avere qualcosa di bello da guardare sia svilente per le donne e per qualsiasi essere umano, tutto sembra così scontato che credi che tutti o la maggior parte delle persone pensino che tutto questo ambaradan di tette, culi, sesso, bunga bunga e soldi soldi soldi sia amorale e bieco...e invece? sorpresona mattutina? l'italia è veramente spezzata in due. ho sentito commenti che apprezzavano un uomo di settanta anni che va con una giovane prostituta e "beato lui che ancora lo può fare"
altri che rispondevano all'indignazione (politicizzata o no non voglio discuterne adesso) femminile dicendo che "essere prostitute è una scelta...nessuno ha puntato la pistola alle tempie di queste ragazze perchè erano consapevoli"
ora dico io, è vero, erano consapevoli, coscenti, ma perchè? se berlusconi non avesse avuto una lira...se le avessi invitate io quelle ragazze che sono più giovane, e concedetemi, forse anche più bello di berlusconi, che quantomeno ho più capelli più altezza...quelle ragazze ci sarebbero venute?
la risposta è semplice: sono prostitute è ovvio che vanno col più ricco...
tristezza...
non è triste usare una cosa meravigliosa come il sesso?
usare e sesso sono due parole che non si possono sentire nella stessa frase.
qualcuno a tale proposito inneggiava uno slogan: IL CORPO è MIO E LO GESTISCO IO...
siamo arrivati a questo punto? trasformiano uno slogan di libertà in un commercio? siamo arrivati al punto di confondere la LIBERTA' con la NECESSITA'; non siamo più in grado di distinguere il piacere dal bisogno?
il bisogno si; perchè chi si prostituisce non lo fa mai per piacere o per libera volontà, chi da il proprio corpo in cambio di soldi o favori o posti al ministero lo fa per soddisfare i propri bisogni, che sia il bisogno di soldi per pagare la bolletta della luce o il bisogno di appagare le proprie mire di potere...
ciononostante, a tutti quegli "intellettuali" di centrodestra vorrei dire:
fatevi un giro al porto di catania, fatevi una passeggiata in viale africa intorno a mezza notte, portateci i vostri figli e le vostre figle e spiegategli che quelle ragazze sono li per scelta, perchè hanno scelto liberamente di passeggiare tutta la notte e cadere tra le braccia di uomini sconosciuti in cambio di soldi. e se durante questa passeggiata siete fortunati e davanti a voi e alla vostra tenera figliuola e alla vostra cara e fedele mogliettina si ferma un cliente, spiegategli che quell'uomo non è li solo per "svuotare le sue frustrazioni" sulla passeggiatrice, che non è li solo perchè considera quella ragazza una cosa, neanche con cui divertirsi ma con c ui sfogarsi...ecco spegateglielo così.
il sesso è bello e va fatto, anzi va vissuto, goduto; ma essere liberi significa anche decidere come, dove e CON CHI farlo. il corpo è la cosa più bella e perfetta che esista in natura e va usato, come, dove e CON CHI si vuole: farlo diventare merce di scambio è la cosa più turpe che si possa fare.

ora sembra che si sia fatto un vilipendio alla prostituzione; no, non credo. 
mi chiedo solamente in che tipo di italia siamo finiti. un'italia che non si indigna.
non sto parlando di quel paese delle lotte operaie, un paese che lotta, che resiste...in fondo forse non ho mai creduto neanche a quello. siamo il paese delle contraddizioni, diamo il paese della corruzione, del sesso di nascosto e della morale pubblica, è sempre stato così fin dai tempi di cesare, siamo per eccellenza il paese de SI FA MA NON SI DICE; la mia indignazione più grande è che siamo arrivati a plasmare una nuova generazione he non capisce la differenza tra la libertà e il ledere la dignità degli altri e quel che è peggio che quando viene lesa la propria dignità non ci se ne accorge neanche, e se per caso qualcuno glie lo fa notare la risposta è: "beh pazienza, lui lo può fare, beato lui"
è proprio vero che viviamo in un mondo dove chi fa la cosa giusta deve chiedere scusa?

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