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martedì 14 maggio 2013

conversazioni a catena

Alla scuola elementare la maestra mi ha insegnato a suon di insulti che all'interno di una conversazione, di una frase e, più in generale, di una persona di un qualsiasi status, il linguaggio deve essere omogeneo, uniforme e coerente sempre con lo status della persona che lo pronuncia. In poche parole, se sei una persona colta devi sempre e comunque parlare come se stessi chiacchierando con l'ambasciatore del siam, se sei un carrettiere puoi permetterti di mescolare dialetto e italiano senza preoccuparti della coniugazione dei verbi (per maggiore coerenza magari alterna frazi a insulti).
Ho sempre creduto che se anche L'ambasciatore del Siam fosse un mio coinquilino, lui stesso si annoierebbe a morte parlando "coi quinci e squinci" mantenendo sempre un Tipo di conversazione alto e su argomenti sempre elevati.

Questo tipo di insegnamento però ha portato a tantissime generazioni di persone, compresa la mia, a soffrire di malattie linguistiche molto gravi e spesso ormai senza cura perchè divenute croniche come l'ipercorrettismo e la tendeza al linguaggio aulico o peggio (spesso nelle persone meno colte) a quello ministeriale e a scandalizzarsi davanti a conversazioni che partono dalle capre per arrivare ai cavoli o dal sacro per finire al profano.

Riporto quella che io chiamo "conversazione a catena"; ovvero quella conversazione che avviene a volte dopo pranzo o dopo cena, insomma spesso quando si cerca di impiegare il tempo con una buona compagnia, e ci si ferma a parlare prendendo spunto dalle cose più disparate, da qualche parola carpita dalla tv lasciata accesa nella camera accanto alla bontà della fragranza della crostata di ricotta appena sbriciolata avidamente tra i denti, arrivando a punti inimmaginabili che, se non fosse per il tempo che passa e la notte che si accorcia, potrebbero far continuare la conversazione per ore.

Caffè sigaretta e quarantaquattro chiacchiere di cui ne resta sempre il resto di due.

Questo tipo di conversazioni accadevano spesso quando condividevo casa col mio amico V. ed è per questo che tempo fa ho deciso di riportarne uno schema esplicativo.
Piccola nota sociologica: in questi casi è tipico che la conversazione parta da argomenti banali (come può essere la forma eccentrica di un guscio di nocciolina spaccato) e continui su argomenti più seri come la politica o la religione per poi concludersi in tre casi opposti:
  • il "litigio" per divergenza di opinione sui massimi sistemi che governano il mondo (dinamica ascendente);
  • la conversazione torna di nuovo ad argomenti banali se non di bassissimo profilo di interesse sociale per non dire sconci, da taverna, condizione data spesso dalla quantità di vino ingerito tra una battuta e l'altra (dinamica piana o discendente);
  • la conversazione ritorna magicamente all'argomento iniziale (dinamica circolare)
La condizione secondo cui una conversazione conviviale comincia seguendo certi termini e finisce in maniere inaspettate non è una cosa nuova agli occhi e alla mente di chi legge, e ne sono completamente consapevole, cinema e letteratura ne sono colmi, ma mi piacerebbe che chiunque scrivesse una catena alla quale ha partecipato, sono sicuro che ci si stupirebbe dei meandri tortuosi della mente umana a contatto con una o più menti altrettanto tortuose. Alla fine non è altro che il gioco dell'associazione di idee con la differenza che in questo caso non è solo un esercizio mentale ma un frammento di vita vissuta e incontrollato, irragionato, stupefacente e meraviglioso come una fontana.

Che collegamento c'è tra Francesco Bacone e Francesco Bacone?

Francesco Bacone/studi classici/tecnici/proust e stendhal/sindrome di stendhal/opere che ti fanno provare suddetta sindrome/il Cristo velato/cappella/chiesa/duomo/statua del duomo/Berlusconi/delirio di onnipotenza/capi di stato/nobel ad Obama/motivazione per il conferimento di premi internazionali/guinnes dei primati/Barbara d'Urso/chirurgia plastica/i poteri della scienza/Francesco Bacone.


Ecco un esempio di come il linguaggio cambia modo, stile, carattere, spessore e profondità all'interno di una stessa conversazione. Maestre ditelo ai vostri allievi che la lingua italiana è meravigliosa mente ricca e preziosa in ogni sua forma e che il linguaggio umano non può e non deve essere standardizzato ma acquisito esercitato e valutato in ogni sua forma e genere in modo da saperlo applicare correttamente all'occorrenza.


Per maggiori informazionichiarimenti e dubbi sull'argomento vi consiglio caldamente un libro che mi ha cambiato la vita e intanto aspetto altri esempi di "conversazioni a catena"


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