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mercoledì 22 maggio 2013

Il demone sterminatore, cronache del fiume senza rive




Sembra che le avverse condizioni atmosferiche che questo pomeriggio hanno sferzato Catania con raffiche di vento eccezionali che non accennano ad attenuarsi siano state concertate da Vincent Spasaro per accompagnare la presentazione del suo ultimo romanzo il demone sterminatore, cronache del fiume senza rive alla libreria Cavallotto.
Un dark fantasy che ti fa venire voglia di divorarlo nonappena lo vedi in vetrina e i brani letti dallo stesso autore non fanno che accrescerene la “fame”.  
“E’ un romanzo onirico” dice lo stesso autore parlando di ciò che lo ha ispirato a scriverlo; cominciato undici anni fa il libro racconta di una storia senza tempo, senza luogo se non la fantasia di chi lo ha scritto. Fin dalle prime pagine infatti il lettore è colpito dalla presentazione di un manoscritto che darà origine alla narrazione, per poi continuare con l’intervista ad un esploratore; poche pagine ancora e si è catapultati all’interno del romanzo vero e proprio. Un viaggiatore senza nome vaga in una palude dove tutto esiste per rafforzare lo stato inconsistente ed angosciante della palude stessa. Da questo inizio riesce quasi difficile immaginare ciò che porterà alle scene di battaglie sanguinose e sanguinolente raccontate e vissute dai personaggi mitici e fantastici che compongono la trama di un tessuto storico assolutamente avvincente e quasi provocatorio.

Spasaro continua facendo eco al quarto di copertina dicendo “in questo libro tutto ciò che è logico nella vita reale non ha nessuna consistenza; tutto ciò che sapete – continua – del bene e del male appare, se non rovesciato, diverso”. La trama del libro infatti è estremamente semplice nella sua apparente illogicità: intellettuali, guerrieri, cacciatori braccano un demone colpevole di aver compiuto un deicidio. Tutto qui se non fosse per il fatto che il caos che ne deriva diventa uno stato mentale del lettore che rimane coinvolto sempre più tra le righe e le parole di ogni pagina e non può far altro che continuare fino all'ultima.
Come in ogni triller che si rispetti questo dark fantasy ci offre l’ansia dell’horror, l’avventura e il sangue di guerre epiche e la suspanse di un giallo tutto condito, oltre che dal dramma psicologico dei personaggi e delle ambientazioni, da una scrittura fluida, diretta e vagamente arcaica, tipica del genere, in cui è facile scovare di tanto in tanto termini caduti in disuso nella lingua parlata.

La presentazione del libro alternava brani letti dall’autore a canzoni del gruppo progressive Living stilts dalle sonorità rock e dagli accordi medievali, il che rendeva tutto ancora più accattivante e coinvolgente.

Buona lettura!

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