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martedì 27 ottobre 2015

Esca Viva alla Libreria Fenice



Una nuova protagonista, una nuova autrice, una nuova storia alla Libreria Fenice.

Giovedì scorso l’autrice Vera Ambra, accompagnata dalla meravigliosa musica della cantautrice siciliana Cinzia Sciuto, ha parlato della sua ultima fatica (è proprio il caso di dirlo) letteraria, anche grazie all’attenta e puntuale analisi da parte della dottoressa Giusi Scalia dei Servizi Sociali Centro Antiviolenza Galatea. Un testo non facile, anzi fa parte di quelle storie che vorremmo non fossero vere, perché sono così incredibilmente dolorose da lasciare un segno addosso anche a chi si limita  a leggerle  come dice la stessa autrice. Una storia di sofferenza e di abusi da parte di una protagonista che ha voluto condividere la sua autobiografia con l’editrice che si è immediatamente fatta carico di diventarne l’autrice.

Pur trattando di un argomento indubbiamente complesso e profondo, Esca Viva è scritto con la concreta eleganza del narratore che tende ad asciugare e rendere fruibile al lettore gli orrori a cui ha dovuto assistere per interiorizzare meglio e quindi trasmettere un’esperienza vissuta.
Vera Ambra dice di se di essere stata attratta da un vortice da cui è stato impossibile uscire finché questo non si fosse esaurito e allo stesso tempo che il libro stesso ha gettato le basi per la conclusione reale della storia, dei personaggi veri che l’anno ispirata; Esca Viva, infatti, è anche servito come autoanalisi per la protagonista attanagliata dalla vergogna e dal disadattamento sociale scaturito da una educazione quanto mai inadeguata, allo stesso tempo è stato uno specchio per gli altri personaggi che “leggendosi” si sono riconosciuti e non piaciuti, nonostante l’autrice ne avesse smorzato e smussato le caratteristiche più tremende.

Di fatto la poetica del Ritorno, così cara agli autori siciliani, non manca neanche in Esca Viva, la cui protagonista continua a commettere gli stessi errori come se le fosse impossibile imparare da questi e cambiare rotta; allo stesso modo non poteva esimersi dal concludere con una speranza per il futuro rivolta al ricordo.

Un libro che racconta una storia fuori da se stesso e la cui storia prende vita grazie ad esso.
Ci sarà spazio per un sequel? Forse.
Scriverlo è stato difficile ma, anche se la storia continua spiega la scrittrice Vera Ambra ci vorrà del tempo affinché venga elaborato un seguito, una conclusione, se mai ci sarà.

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