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venerdì 11 marzo 2016

L’ossessione per la verità Capitolo 1




Viviamo in tempi ossessionati dalla ricerca della verità;
viviamo in tempi ossessionati dalla verità, ma forse è sempre stato così, forse la Verità è da sempre stata l’ossessione dell’essere umano fin da quando ha preso coscienza di se. Forse la voglia di Eva di afferrare quel frutto era proprio la voglia insita dell’uomo e nella donna di possedere la verità.
Viviamo in tempi, ma forse è sempre stato così, in cui il possesso della verità è più importante che la sua ricerca, per questo esistono i Maestri e i discepoli, per questo esiste la tv.
Viviamo in tempi in cui i mezzi di comunicazione e di diffusione culturale diventano sempre più pacchetti di Verità preconfezionati di cui fidarsi a prescindere anziché mezzi per poter giungere alla conoscenza; e quindi affiorano titoli come La verità su questo caso o su quell’altro. Non ci sarebbe nulla di male se solo l’autore cominciasse la prefazione scrivendo che il contenuto del suo libro è il risultato di proprie ricerche, delle proprie opinioni.
Quando l’espressione della libertà di pensiero è diventata diffusione delle proprie verità assolute e certamente vere? Quando l’uomo ha smesso di guardare un mondo pieno di sfaccettature e concause vedendolo solo in bianco e nero, bello o brutto, buono o cattivo? Quando ha smesso di pensare che è bello ciò che piace e non ciò che tutti pensano sia bello, o peggio, ciò che un opinionista ha detto che sia bello?
Forse è sempre stato così e i media, la politica, la pubblicità ne ha sfruttato i punti salienti: è più comodo e meno faticoso fidarsi di qualcuno che chiamano Esperto piuttosto che preoccuparsi di controllare altre possibilità.
Così quando dici che potrebbero esserci altre spiegazioni plausibili per un determinato evento, o altri eventi probabili che ne determineranno le conseguenze diventi pazzo perché non riesci a vedere ciò che è sotto gli occhi di tutti. Corrono di bocca in bocca a proposito e sproposito termini come Vero, Evidente, Chiaro, Incontestabile, Ovvio ma anche Falso, Incoerente, Strano.
Una persona Falsa è colei che, chissà per quale motivo, ad un certo punto si comporta in maniera imprevista. È Falsa una persona che dice delle cose e ne nasconde altre. È Vera Una persona che senza filtri (e spesso senza il minimo tatto o educazione) spara in faccia agli altri tutto quello che pensa. Ciò che in altri tempi sarebbe stato scortese, sfacciato o maleducato adesso è genuino. Segno del cambiamento dei tempi? Non lo so: un cambiamento c’è stato ma credo che un atto di resistenza sia quello di essere se stessi, e non come giustificazione ma come rivendicazione.
Dire ad alta voce che si vuole il diritto di non dire per forza ciò che si pensa se questo può ferire o creare discordia non significa essere falsi ma rivendicare il diritto di volere o non volere qualcosa!
Qui si coglie la fragilità del concetto di Rispetto delle opinioni o del Rispetto degli altri che sono se stessi : l’allontanamento del mondo delle azioni da quello del principio.
Voglio qualcuno che abbia il coraggio di dire a qualcun altro che sta dicendo una stupidaggine ma motivandone la ragione!
Troppo spesso vedo persone dalla stimatissima intelligenza accettare opinioni inconcepibili con la frase “sono in disaccordo con te ma rispetto la tua opinione”
La domanda che sorge spontanea è Perché?
Il rispetto delle opinioni è una cosa ma così si abbatte il confronto e la possibilità di crescere insieme in una società migliore, si annulla il dibattito. Anche questo ci hanno tolto mettendoci davanti l’esempio di due estremi: da un lato “io non condivido ma accetto” dall’altro “io non condivido e ti insulto” per questo molti per evitare la lite preferiscono tacere.
E di nuovo Perché? Davvero la pace può essere ottenuta o con l’indifferenza o con l’aggressione?
Davvero le mie opinioni sono talmente deboli da non poter essere motivate e sostenute in un pacifico, anche se animato, confronto? Davvero le mie opinioni sono talmente incrollabili da rifulgere al confronto per timore che non siano così incrollabili come si pensava?
Da una parte il dissimulato rispetto per le Opinioni altrui dall'altro l'additamento se queste ledono in qualche modo quella che viene percepita come sensibilità comune.
In linea di principio, se si sostiene il rispetto assoluto delle opinioni altrui questo deve manifestarsi anche quando si tratta di opinioni aberranti o immorali: non si può essere rispettosi ma fino ad un certo punto.
Se stai sostenendo una posizione che trovo aberrante non ho alcuna intenzione di rispettare la tua opinione ma voglio il diritto di spiegarti perchè penso che sia aberrante, in questo modo magari mi spieghi perchè continui a sostenere la tua opinione e si finisce per trovare una terza opinione che ci vede comuni, uniti. 
D'altra parte ci sono quelli che sostengono questo diritto ma senza il dialogo: se si pensa che una qualche opinione sia ingiusta la si etichetta come tale senza se e senza ma, provocando così l'astio e l'arroccamento: la guerra!
Tantissime volte, io fermo nelle mie opinioni, le ho sostenute con determinazione davanti ad opinioni opposte comprendendo così atri punti di vista e scoprendo così non solo che la mia opinione era inesatta ma che poteva esserci una terza, una quarta perfino una quinta opinione altrettanto valida.
Sarebbe poi così difficile capire che è più soddisfacente coltivare un albero di mele invece che coglierne il frutto? Quando abbiamo perso il piacere di leggere un libro famoso ed avere il coraggio di dire che è brutto? Forse da quando ci hanno tolto i mezzi per poter giudicare qualcosa con la nostra testa; forse da quando ci hanno convinti che la lettura è noiosa, che il lavoro è fatica.

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