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giovedì 31 dicembre 2015

Un Augurio speciale!

Oggi è l'ultimo giorno del 2015, per questa giornata piovosa sono perfette le parole della scrittrice Giovanna Nastasi che aprirà gli incontri del giovedì alla Libreria Fenice giorno 7 gennaio alle ore 18.00

Che queste parole siano un augurio di un 2016 pieno di amore e tante cose belle


LA CANTARIDE

Amo amarti
Con la pioggia
Che sbatte sui vetri
Con il temporale
Che scandisce quel canto
Che, un tempo come adesso,
la cantaride al piacere
furiosamente accompagna.
Al canto della cantaride
Si intona la mia gola
Se il mio sguardo
Penetra i tuoi occhi [...]


giovedì 17 dicembre 2015

Cristiani e Musulmani nella Sicilia normanna

È un libro di storia, che riporta al Medioevo e precisamente al Regnum Siciliae fondato e retto per quasi tutto il XII secolo dagli Altavilla. Ma il suo messaggio è attualissimo. Si tratta di “Cristiani e musulmani nella Sicilia normanna”, appena uscito per le Edizioni di Storia e Studi Sociali, firmato da Ferdinando Raffaele, filologo e studioso di letterature romanze, da Carlo Ruta, saggista e studioso del mondo mediterraneo, e da Sebastiano Tusa, archeologo e docente universitario. Si compone di tre saggi, brevi ma esaurienti, sui rapporti complessi che intercorsero tra cristiani e musulmani nel Regnum Siciliae degli Altavilla. E le prospettive prescelte sono essenzialmente tre: quella storico-linguistica, esaminata da Raffaele, quella etnico-religiosa, analizzata da Ruta, e quella tecnico-scientifica, presa in esame da Tusa. 
Raffaele, dopo un breve excursus storico, fa il quadro delle contaminazioni e dei «prestiti» linguistici e lessicali dall’arabo nella lingua siciliana, soffermandosi sull’ampio vocabolario di queste contaminazioni e illustrando l’entità del debito che l’idioma siciliano ha contratto con la lingua parlata dai musulmani di Sicilia, che soprattutto nelle fasce medio alte fu l’arabo classico. Spiega quindi il peso che queste contaminazioni hanno avuto nell’evoluzione sociale della lingua parlata siciliana, con effetti di interculturalità che finirono con l’arricchirne la struttura. L’idioma dell’isola godette infatti di non poca considerazione nell’esperimento di volgare illustre condotto nella prima metà del XIII secolo dalla scuola poetica siciliana.
Cristiani e musulmaniRuta traccia un quadro dei problemi che sul piano storiografico restano aperti, mettendo in rilievo una serie di elementi che collidono con l’immagine di una Sicilia normanna interamente pacificata e interculturale. Spiega che lo sfondo del secolo era quello delle crociate e che l’ideologia della guerra santa ebbe effetti anche nell’isola, coltivata in particolare da alcuni ambienti facoltosi dell’aristocrazia, di provenienza nord-italiana. Argomenta quindi sui modi in cui progredì il paradigma violento, e sui modi in cui i poteri ufficiali del tempo contribuirono a indebolire l’etnia arabo-berbera di Sicilia, esponendola a un destino tragico, che si compì definitivamente in periodo svevo, con gli stermini e le deportazioni di Federico II.
Tusa spiega che le conoscenze tecniche già patrimonio degli arabi ebbero in Sicilia effetti notevolissimi, che, lungi dall’esaurirsi nei due secoli in cui i musulmani amministrarono e colonizzarono la Sicilia, riversarono i loro benefici nel Regnum Siciliae cristiano degli Altavilla. Anche i commerci e le attività produttive dei musulmani divennero di fatto un patrimonio irrinunciabile per i nuovi signori della Sicilia. L’archeologo chiarisce poi i modi in cui la cultura materiale e artistica araba si sedimentò nel regno, in primo luogo a livello architettonico, con l’adozione di stilemi arabo-islamici nella edificazione di chiese e palazzi, che contribuirono non poco alla rappresentazione sincretica e scenografica che gli Altavilla predilessero.
Per tutto questo, come si diceva, si tratta di un testo di strettissima attualità, il cui significato è sintetizzato, nella premessa editoriale, in queste parole: «Si può discutere quanto la storia, anche la più remota, sia in fin dei conti, come sosteneva Benedetto Croce, storia contemporanea, o quanto tenda almeno ad esserlo. Intesa come studio consapevole e approfondito del passato, essa costituisce comunque uno strumento importante per orientarsi. E in questo senso può aiutare non poco a comprendere le complessità di questo tempo, che sono in grado di disorientare e di indurre a forme strategiche di dimenticanza.»

dedalomultimedia.it

mercoledì 18 novembre 2015

Io Donna, una storia siciliana



Giovedì 19 novembre alle 19,30 alla Libreria Fenice, in via Garibaldi 133 Catania, avremo la possibilità di saperne di più sull'autrice Giusy Africano e il suo libro IO DONNA, UNA STORIA SICILIANA

Ivana, Federica, Elisa, Rossella ed Eva, protagoniste della vita semplice, romantica e quieta di ieri, figlie di genitori bigotti e provinciali, vissute in un clima di schermi rigidi; pregiudizi e tabu…radicati soprattutto nel meridione d’Italia, acquistano, nel tempo, una nuova coscienza di se stesse.
 
Determinate e alleate nella conquista dell’indipendenza, vogliono più libertà di scelte rispetto al passato, poter vivere i loro amori, dare sfogo alle passioni, le follie e le trasgressioni, tenendosi per mano in una solidarietà femminile e nel condividere una forza nuova: il coraggio della rinascita, che le condurrà a riscattare la loro dignità di donne e a consolidare la loro identità.

Un Romanzo coinvolgente che apre alle infinite possibilità che offre la vita se solo si ha il coraggio di saperle cogliere. Una narrazione fatta di scelte, di domande a cui si cerca di dare una direzione.

Sarà interessante parlarne con l'autrice Giusy Africano giovedì 19 novembre alla Libreria Fenice, alle 19,30 in via Garibaldi 133 Catania

martedì 17 novembre 2015

Il Sole In Fondo Al Cuore di Cinzia Nazzareno



Il Sole in Fondo al Cuore di Cinzia Nazzareno edito dalla casa editrice Bonfirrare è un romanzo, quasi un diario, coinvolgente e molto personale ma che tocca nel vivo i sentimenti più profondi e le profonde contraddizioni dei rapporti umani personali e parentali. 

La voglia "imposta" dalle circostanze di riallacciare un rapporto forse mai esistito tra una figlia e suo padre. Incomprensioni e voglia di comprendere, chiusura in se stessi tanto più marcata quanto più forte è il bisogno di aprirsi, due caratteri così simili da ostinarsi a sembrare diversi.


Non vediamo l'ora di parlarne Giovedì 19 Novembre alle ore 19,30
alla Libreria Fenice, via Garibaldi 133 Catania

IL VIAGGIO



Una serata emozionante, intensa, che a distanza di quasi una settimana ha lasciato la sua energia profonda nei cuori dei partecipanti, nella memoria e tra gli scaffali della Libreria Fenice.
 
IL VIAGGIO sotto forma di reading è stato affrontato con lucidità e trasporto da Nicola Costa ed Eleonora Lipuma, lettori d’eccezione e interpreti della storia di uno e allo stesso tempo milioni di “viaggi” di disperati in cerca di una vita migliore lontano dalle ingiustizie che affliggono la terra natia tanto amata che li ha ripudiati. 


Quello che all’inizio potrebbe essere finzione, affrontata con la disperata ironia di chi ha bisogno di credere che qualcosa di migliore esista davvero, si trasforma nella più cruda realtà attraverso la lettura di documenti, dichiarazioni ufficiali, che identificano gli italiani emigrati in America. Non solo migranti nelle nostre coste quindi, neanche migranti italiani dei primi anni del Novecento ma anche l’opinione che alcuni eminenti americani (alcuni presidenti degli Stati Uniti per esempio) hanno di comunità, come quella italiana in particolare, ormai da secoli integrate nel tessuto sociale del Nuovo Continente. 

Nulla che non si sappia già, forse, ma è bene ricordare sempre e in questo Nicola Costa ed Eleonora Lipuma sono stato bravissimi spingendosi ancora più a fondo calandosi e trascinando con loro gli spettatori in vite che a volte, pur di non vederle, ci piace pensare che siano lontane da noi. I nostri stessi sentimenti, le nostre emozioni sono state messe in gioco, è stato riportato nella sfera dell’umano ciò che tendiamo a relegare come storia da cronaca, è stato dato un volto all’inchiostro che macchia una lettera o un articolo di giornale.
Né bianchi né neri, né colored, né cristiani, né musulmani, né ebrei, né vecchi né giovani, solo uomini e donne con le loro vite, le loro ansie, le nostre paure e le nostre speranze.


Alfredo Polizzano

martedì 27 ottobre 2015

Esca Viva alla Libreria Fenice



Una nuova protagonista, una nuova autrice, una nuova storia alla Libreria Fenice.

Giovedì scorso l’autrice Vera Ambra, accompagnata dalla meravigliosa musica della cantautrice siciliana Cinzia Sciuto, ha parlato della sua ultima fatica (è proprio il caso di dirlo) letteraria, anche grazie all’attenta e puntuale analisi da parte della dottoressa Giusi Scalia dei Servizi Sociali Centro Antiviolenza Galatea. Un testo non facile, anzi fa parte di quelle storie che vorremmo non fossero vere, perché sono così incredibilmente dolorose da lasciare un segno addosso anche a chi si limita  a leggerle  come dice la stessa autrice. Una storia di sofferenza e di abusi da parte di una protagonista che ha voluto condividere la sua autobiografia con l’editrice che si è immediatamente fatta carico di diventarne l’autrice.

Pur trattando di un argomento indubbiamente complesso e profondo, Esca Viva è scritto con la concreta eleganza del narratore che tende ad asciugare e rendere fruibile al lettore gli orrori a cui ha dovuto assistere per interiorizzare meglio e quindi trasmettere un’esperienza vissuta.
Vera Ambra dice di se di essere stata attratta da un vortice da cui è stato impossibile uscire finché questo non si fosse esaurito e allo stesso tempo che il libro stesso ha gettato le basi per la conclusione reale della storia, dei personaggi veri che l’anno ispirata; Esca Viva, infatti, è anche servito come autoanalisi per la protagonista attanagliata dalla vergogna e dal disadattamento sociale scaturito da una educazione quanto mai inadeguata, allo stesso tempo è stato uno specchio per gli altri personaggi che “leggendosi” si sono riconosciuti e non piaciuti, nonostante l’autrice ne avesse smorzato e smussato le caratteristiche più tremende.

Di fatto la poetica del Ritorno, così cara agli autori siciliani, non manca neanche in Esca Viva, la cui protagonista continua a commettere gli stessi errori come se le fosse impossibile imparare da questi e cambiare rotta; allo stesso modo non poteva esimersi dal concludere con una speranza per il futuro rivolta al ricordo.

Un libro che racconta una storia fuori da se stesso e la cui storia prende vita grazie ad esso.
Ci sarà spazio per un sequel? Forse.
Scriverlo è stato difficile ma, anche se la storia continua spiega la scrittrice Vera Ambra ci vorrà del tempo affinché venga elaborato un seguito, una conclusione, se mai ci sarà.

mercoledì 21 ottobre 2015



Incontro con l'autrice Marinella Tumino 
e le sue
Trame D'Inchiostro

Si è svolto venerdì scorso alla LIBRERIA FENICE l’incontro con un’autrice veramente speciale, la scrittrice Marinella Tumino.
Approfondendo le storie raccolte nel suo  ultimo libro, Trame d’Inchiostro, si è parlato delle varie sfaccettature che compongono il variegato e complesso mondo femminile.


Come dicevo, Trame d’Inchiostro è si una raccolta di racconti ma più che storie essi rappresentano fotografie di vita vissuta senza limiti di spazio e di tempo o di età; finestrelle aperte in frammenti di vite lontane tra loro ma unite l’una all’altra dal mondo in cui vivono, hanno vissuto o, chissà, vivranno.

Gli interventi, la condivisione di esperienze e di domande si sono succeduti ed evoluti in interessanti riflessioni a cui l’eleganza e la concretezza della Tumino hanno saputo rispondere con la forza e la determinazione chiara e spontanea dei personaggi da lei stessa intessuti nelle sue Trame d’Inchiostro.

Un mondo fatto da donne che traggono la loro forza dal proprio essere interiore, spesso costrette a diventare eroine delle proprie storie, protagoniste delle loro esistenze, altre volte capaci di prendere in mano più o meno consapevolmente le loro vite e quelle degli uomini che ne fanno parte.
Non sono mancati i momenti di commozione come quando l’autrice ha voluto condividere le esperienze personali che hanno portato alla stesura di alcune parti del libro, né di ironia o riflessione.
Donne, bambine, migranti, madri, amiche, mogli, amanti, tutte declinazioni, fili di un meraviglioso ed elegantissimo intreccio, di una trama fitta e preziosa che compone la bellezza del nostro mondo con mille sfaccettature e mille solidi nodi da cui se ne dipanano altri ancora più belli: tutto questo è Trame d’Inchiostro e di tutto, o quasi, questo si è parlato alla Libreria Fenice. Un paio d’ore durate troppo poco ma efficaci per apprezzare la bellezza di un libro fatto di semplicità e di contenuti profondi, come dicevo, finestre che aprono squarci su mondi e sentimenti più profondi che ti fanno venir voglia di sviscerare ogni parola, ogni personaggio, ogni vita.