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martedì 29 marzo 2016

Buon lunertedì

Buon giorno  a tutti e tutte,
oggi è Lunedì, ah no è martedì però sembra lunedì per via del Lunedì appena passato che è quello della pasquetta. Una domenica riproposta il giorno dopo, il giorno della generale della prova costume, il giorno delle prove tecniche di primavera, il lunedì delle sperimentazione estiva, il primo giorno in cui ci si rende conto di aver voglia d'estate. Ieri ho visto ragazzi fare il primo bagno in quell'acqua cristallina e fresca delle nostre meravigliose coste, ragazze spalmate al sole su spiagge così piacevoli che sembrava di essere già in vacanza.
Ebbene è con la primavera tutt'attorno e dentro noi che ci auguriamo una buona settimana piena di sole, turisti, curiosità e tante cose belle

martedì 22 marzo 2016

La necessità delle trivelle nel nostro sistema economico



Ieri ho visto un bellissimo documentario sullo sfruttamento del suolo ed in particolare sulle devastazioni operate all’ambiente, sia terrestre che marino, dato da ciò che comportano queste trivellazioni.
Non molti sanno, o meglio non riflettono sul fatto che una l’estrazione di materiale dal sottosuolo non si opera con un buco per terra ma con la costruzione di impianti giganteschi che sistruggono la superfice (boschi, foreste, praterie, fondali marini) e di conseguenza hanno effetti non solo sugli esseri viventi che vi abitano, siano essi animali o umani, ma anche sul clima e sul modo di vivere in quella zona e nelle zone circostanti. Appiattire una collina per costruirci sopra un impianto ha delle conseguenze gravissime sui venti per esempio o sullo smaltimento delle acque piovane che per secoli hanno forgiato quella collina. Lo stesso avviene per i fondali: una trivella non è una cannuccia che si affonda nel bicchiere del mediterraneo risucchiandone il contenuto ma distrugge il fondale, la vegetazione che lo popola e la forma stessa del fondale, per fare un esempio banale lo stesso discorso che vale per le colline e per i venti funziona anche per i fondali e le onde, le correnti eccetera.
Ovviamente alle conseguenze e a come ovviare ai problemi che queste potrebbero causare ci hanno pensato illustri ingegneri pagati a duopo per cui possiamo stare tranquilli.  
In fondo dovremmo avere grande fiducia nella capacità che ha l’uomo di controllare e sottomettere la natura e noi che viviamo in un territorio a perenne rischio geologico lo sappiamo bene.
I punti del documentario che mi hanno fatto riflettere sono tre talmente ovvi che mi stupisco anche a scriverne ma pare necessario.
Il primo è il principio di benessere economico che dovrebbe essere basato su una logica di richiesta/offerta quindi si capisce da subito che una logica di ricchezza basata sullo sfruttamento di una risorsa, scarsa per altro è già fallimentare a priori. Cerco di spiegarmi meglio. Da che l’uomo esiste il commercio, il benessere e la ricchezza si è sempre basata sulla vendita di ciò che si produce; sulla produzione di beni, quindi, che produce posti di lavoro, produce vendita e quindi ricchezza, esportazione/importazione e scambio. Basterebbe solo questo a far capire che scavare per trovare qualcosa che, mi si perdoni l’ironia, andrà in fumo non è il modo migliore per migliorare un sistema economico in crisi.
In secondo luogo non sarebbe meglio valorizzare quelle risorse che la terra ci da gratuitamente invece che distruggerle? Soprattutto in una terra come la nostra, un’isola al centro del mediterraneo, con un ecosistema meraviglioso e popolato di quanto di più bello la natura possa offrire non sarebbe contro ogni logica devastare l’ecosistema di un mare che da secoli ci fornisce cibo, turismo, cultura?

L’ultimo punto è quello che mi sta più a cuore, ovvero la domanda che in questi casi agisce come un martello nelle pie povere cellule celebrali e alla quale non riesco a dare una risposta soddisfacente: perché? O meglio, è veramente necessario?
Si sa che le risorse del sottosuolo non sono infinite anzi sono ormai scarse ma seppure dovessero durare qualche centinaio d’anni prima o poi si estingueranno e ci si ritroverebbe di nuovo al punto di partenza. Sempre in una logica economica non sarebbe più sensato investire su beni inesauribili come il sole o il vento di cui la nostra isola è ricchissima? Certo, anche il sole prima o poi si estinguerà, ma sicuramente più tardi rispetto alle risorse del sottosuolo e comunque a quel punto i problemi di cui preoccuparsi non sarebbero più il carburante ma la sopravvivenza stessa.
Non sarebbe più sensato ricoprire i tetti di pannelli solari? Anche utilizzando solo i tetti dei palazzi governativi si produrrebbe talmente tanta energia da vivere per sempre senza spendere un soldo e risorse del pianeta; inoltre la loro produzione, istallazione e manutenzione e potenziamento creerebbe abbastanza posti di lavoro specializzati e non da dar da mangiare a migliaia di famiglie. Lo stesso vale per l’eolico che darebbe da vivere e autosufficienza energetica alle nostre campagne senza intaccare minimamente l’ecosistema.
Le mie non sono riflessioni ideologiche di un ecologista legato agli ideali, seppur lo sono, ma sono punti di puro buonsenso e ragionamento economico, di logica di investimento e ricchezza e spero che possano essere punti su cui ognuno e ognuna di noi possa riflettere quando andrà a votare al referendum il prossimo 17 aprile


venerdì 11 marzo 2016

L’ossessione per la verità Capitolo 1




Viviamo in tempi ossessionati dalla ricerca della verità;
viviamo in tempi ossessionati dalla verità, ma forse è sempre stato così, forse la Verità è da sempre stata l’ossessione dell’essere umano fin da quando ha preso coscienza di se. Forse la voglia di Eva di afferrare quel frutto era proprio la voglia insita dell’uomo e nella donna di possedere la verità.
Viviamo in tempi, ma forse è sempre stato così, in cui il possesso della verità è più importante che la sua ricerca, per questo esistono i Maestri e i discepoli, per questo esiste la tv.
Viviamo in tempi in cui i mezzi di comunicazione e di diffusione culturale diventano sempre più pacchetti di Verità preconfezionati di cui fidarsi a prescindere anziché mezzi per poter giungere alla conoscenza; e quindi affiorano titoli come La verità su questo caso o su quell’altro. Non ci sarebbe nulla di male se solo l’autore cominciasse la prefazione scrivendo che il contenuto del suo libro è il risultato di proprie ricerche, delle proprie opinioni.
Quando l’espressione della libertà di pensiero è diventata diffusione delle proprie verità assolute e certamente vere? Quando l’uomo ha smesso di guardare un mondo pieno di sfaccettature e concause vedendolo solo in bianco e nero, bello o brutto, buono o cattivo? Quando ha smesso di pensare che è bello ciò che piace e non ciò che tutti pensano sia bello, o peggio, ciò che un opinionista ha detto che sia bello?
Forse è sempre stato così e i media, la politica, la pubblicità ne ha sfruttato i punti salienti: è più comodo e meno faticoso fidarsi di qualcuno che chiamano Esperto piuttosto che preoccuparsi di controllare altre possibilità.
Così quando dici che potrebbero esserci altre spiegazioni plausibili per un determinato evento, o altri eventi probabili che ne determineranno le conseguenze diventi pazzo perché non riesci a vedere ciò che è sotto gli occhi di tutti. Corrono di bocca in bocca a proposito e sproposito termini come Vero, Evidente, Chiaro, Incontestabile, Ovvio ma anche Falso, Incoerente, Strano.
Una persona Falsa è colei che, chissà per quale motivo, ad un certo punto si comporta in maniera imprevista. È Falsa una persona che dice delle cose e ne nasconde altre. È Vera Una persona che senza filtri (e spesso senza il minimo tatto o educazione) spara in faccia agli altri tutto quello che pensa. Ciò che in altri tempi sarebbe stato scortese, sfacciato o maleducato adesso è genuino. Segno del cambiamento dei tempi? Non lo so: un cambiamento c’è stato ma credo che un atto di resistenza sia quello di essere se stessi, e non come giustificazione ma come rivendicazione.
Dire ad alta voce che si vuole il diritto di non dire per forza ciò che si pensa se questo può ferire o creare discordia non significa essere falsi ma rivendicare il diritto di volere o non volere qualcosa!
Qui si coglie la fragilità del concetto di Rispetto delle opinioni o del Rispetto degli altri che sono se stessi : l’allontanamento del mondo delle azioni da quello del principio.
Voglio qualcuno che abbia il coraggio di dire a qualcun altro che sta dicendo una stupidaggine ma motivandone la ragione!
Troppo spesso vedo persone dalla stimatissima intelligenza accettare opinioni inconcepibili con la frase “sono in disaccordo con te ma rispetto la tua opinione”
La domanda che sorge spontanea è Perché?
Il rispetto delle opinioni è una cosa ma così si abbatte il confronto e la possibilità di crescere insieme in una società migliore, si annulla il dibattito. Anche questo ci hanno tolto mettendoci davanti l’esempio di due estremi: da un lato “io non condivido ma accetto” dall’altro “io non condivido e ti insulto” per questo molti per evitare la lite preferiscono tacere.
E di nuovo Perché? Davvero la pace può essere ottenuta o con l’indifferenza o con l’aggressione?
Davvero le mie opinioni sono talmente deboli da non poter essere motivate e sostenute in un pacifico, anche se animato, confronto? Davvero le mie opinioni sono talmente incrollabili da rifulgere al confronto per timore che non siano così incrollabili come si pensava?
Da una parte il dissimulato rispetto per le Opinioni altrui dall'altro l'additamento se queste ledono in qualche modo quella che viene percepita come sensibilità comune.
In linea di principio, se si sostiene il rispetto assoluto delle opinioni altrui questo deve manifestarsi anche quando si tratta di opinioni aberranti o immorali: non si può essere rispettosi ma fino ad un certo punto.
Se stai sostenendo una posizione che trovo aberrante non ho alcuna intenzione di rispettare la tua opinione ma voglio il diritto di spiegarti perchè penso che sia aberrante, in questo modo magari mi spieghi perchè continui a sostenere la tua opinione e si finisce per trovare una terza opinione che ci vede comuni, uniti. 
D'altra parte ci sono quelli che sostengono questo diritto ma senza il dialogo: se si pensa che una qualche opinione sia ingiusta la si etichetta come tale senza se e senza ma, provocando così l'astio e l'arroccamento: la guerra!
Tantissime volte, io fermo nelle mie opinioni, le ho sostenute con determinazione davanti ad opinioni opposte comprendendo così atri punti di vista e scoprendo così non solo che la mia opinione era inesatta ma che poteva esserci una terza, una quarta perfino una quinta opinione altrettanto valida.
Sarebbe poi così difficile capire che è più soddisfacente coltivare un albero di mele invece che coglierne il frutto? Quando abbiamo perso il piacere di leggere un libro famoso ed avere il coraggio di dire che è brutto? Forse da quando ci hanno tolto i mezzi per poter giudicare qualcosa con la nostra testa; forse da quando ci hanno convinti che la lettura è noiosa, che il lavoro è fatica.

giovedì 10 marzo 2016

pensieri della sera

Si sta avvicinando l'orario di chiusura della Libreria Fenice; è stata una giornata strana, piena di persone interessanti che hanno varcato la soglia del tempo all'ingresso della libreria e che ritorneranno; Ha piovuto, fa freddo ma qui dentro, tra i libri è tutta unpaltra storia.
Ascolto una raccolta meravigliosa di canti gospell cantati da Ella Fitzgerald, canti della mia infanzia, quando si andava in chiesa la odmenica mattina ancora assonnati con l'odore acre del ragù ancora dentro le narici, odore che si sarebbe trasformato in fame intorno a mezzo giorno al solo pensiero di quello che ci sarebbe stato per pranzo.
Aspetto l'orario di chiusura e mi imbatto in alcune foto ornitologiche, in particolare nelle stupende foto di Santino Gitto, volatili nostrani dalla bellezza sconvolgente, piumaggi siciliani che superano in bellezza e fantasia la più fervida immaginazione e la mente va a referendum e antenne...stiamo distruggendo una terra meravigliosa popolata da creature incredibili e senza colpa. Stiamo distruggendo la bellezza e ne siamo felicemente inconsapevoli. Perchè? Perchè se avessimo ogni giorno, una ogni ora come le pillole dimagranti, la possibilità di vedere o imbatterci nella bellezza, anche se solo in foto, forse capiremmo il mondo che esiste e che non esisterà più. Ecco che cosa intendo per conoscenza, non l'ossessione per la lettura o epr saperne di più o la ricerca spasmodica della sapienza ma NUTRIRSI OGNI GIORNO quanto più possibile di BELLEZZA di quella bellezza pura e incondizionata che piossono darti gli occhi e i gommini del tuo gatto quando cerca di accarezzarti, la bellezza di una ciciallegra dal piumaggio blu e verde, la bellezza delle fronde di alberi secolari forti come pilastri, delicati come pensieri. Leggere, conoscere, capire, godere ecco cosa salverà il mondo!

Codice per lo regno delle due Sicilie

Oggi in libreria è arrivato un gioiello davvero speciale: Una delle prime raccolte di leggi civili e penali d'Europa LO CODICE PER LO REGNO DELLE DUE SICILIE, quello che ha dato base alle leggi sabaude prima e italiane poi e a quelle europee odierne. Interessante l'appendice che riguarda le leggi del mare. Certe cose non passano mai...si dimenticano; forse, quando si parla di "tradizionale e di radici" ci si dovrebbe rendere conto che i nostri bis-bis-nonni erano pià avanti di noi.
Per questo sostengo che leggere, sopratutto libri di storiografia, non è semplice appagamento della propria curiosità, vedere come "vivevano" o quanto erano bizzarre le loro usanze; Leggere il passato ci fa capire non da dove veniamo, ma chi siamo