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mercoledì 31 maggio 2017

Zia Favola arriva in Libreria e racconta la sua storia: una storia Siculish


Appena uscito nelle librerie Zia Favola, una storia Siculish di Cono Cinquemani è già un successo.
Zia Favola non è solo la storia di una migrante siciliana dei primi del novecento, è l’avventura di una ragazza, spigliata, curiosa, ambiziosa e ironica che nasce a San Cono per fare fortuna a Broccolino.
Il romanzo consigliato questo mese dall’Urlo ha un’altra fondamentale peculiarità: è il primo romanzo mai realizzato in lingua Siculish. Quella che si credeva fosse solo una serie di storpiature dell’inglese misto a siciliano, attraverso anni di studio si è rivelata una vera e propria lingua, ovvero un sistema comunicativo verbale formato da codici ben precisi anche nati spontaneamente, insomma, sia il sanconese emigrato a Broccolino (Brooklyn) che il palermitano trasferito a Losanghele anno lo stesso modo di parlare. Questi studi specifici hanno evidenziato come alcune parole si ripetono indipendentemente da ceto sociale, provenienza o professione e tra i registi di Ellis Island balza agli occhi dell’autore Cono Cinquemani, il nome di Favola Cinquemani.
Da questa scoperta la voglia di conoscere meglio Zia favola e di scriverne la storia.
Foto Assya D’Ascoli
Romanzo scritto in prima persona proprio da Zia Favola apporta una innovazione linguistica ovvero quella del siculish. Niente paura per il lettore, molti termini sono già arrivate alle sue orecchie da parte di qualche parente emigrato, altre sono comprensibili per il modo sapiente in cui Cono Cinquemani le incastona nel testo; in ogni caso l’editore Aut Aut edizioni ha posizionato alla fine del testo un glossario che, detto fra noi, è bello da leggere anche da solo e non solo come supporto al romanzo.
Aut Aut edizioni, con Zia Favola, una storia Siculish ha voluto aprire al mondo della letteratura non solo la realtà storica dei migranti vista da una angolazione decisamente diversa, ma si assume l’enorme responsabilità di aver fatto entrare ufficialmente il siculish nel linguaggio letterario.
Un romanzo che sa accompagnare il lettore proprio come se si trovasse nel salotto eccentrico di una vecchia cara zia mentre ascolta la sua storia sorseggiando uno coffi e addentando una squisitissima checca.

Confessioni Erotiche e Giorni della Vampa



Il primo romanzo consigliato è “I Giorni della Vampa” di Gioacchino Lonobile per Il Palindromo.
In una Palermo sull’orlo del baratro e in piana emergenza rifiuti, si intrecciano le storie dei netturbini Vittorio e Gaspare, due vite parallele e due visioni del mondo lontanissime. Uno sciopero sconvolgerà la piatta routine di Vittorio, fatta di gesti e comportamenti ripetuti compulsivamente, e aprirà una voragine nella memoria di Gaspare, cresciuto secondo la lezione di vita impartitagli dal nonno. Il precipitare della situazione porterà i due a conseguenze imprevedibili.
Un romanzo capace di trasportare il lettore in una Palermo vissuta, quella dei suoi cittadini, quella vera, bella, straordinaria, dagli scorci intimi e dai palazzi principeschi, ma anche quella dei quartieri, del fresco dei vicoli, di ragazzini e dei loro giochi. Dalla movida alle questioni politiche I Giorni della Vampa è capace di aprire uno spiraglio sull’animo di due personaggi profondamente diversi ma nei quali ogni lettrice o lettore può identificarsi.
“Frammenti di una Confessione Erotica” di Giovanna Nastasi è un romanzo, quasi un monologo teatrale, in cui un uomo e una donna si incontrano, e di cui l’autrice rende partecipe il lettore. Nonostante il titolo, indubbiamente audace, non ci si trova dentro un orizzonte torbido di fatti avvenuti nell’oscurità e nel segreto, anzi, l’esperienza erotica è tutta fatta di poesia e la delicatezza tipica di cui solo una scrittrice sensibile e colta è capace.
Proprio come in una confessione la Nastasi esprime in ogni parola la profonda bellezza della mente nella relazione con l’Altro da Se, del ricordo di un sentimento dell’Amore mai reso banale o volgare ma puro in tutta la sua travolgente carica erotica ed emotiva.

Morte al Cioccolato: Il Delitto è servito

Si tratta dell’ultima avventura scaturita dalla penna della scrittrice Michela Gecele in MORTE DI CIOCCOLATO. Edizioni Forme Libere per la collana Passi nel Buio. Prezzo di copertina € 13,00
Ada Hartmann, giovane donna siculo-tedesca con la passione per la cucina e gli ingredienti ricercati, che divide la sua vita tra Catania e Berlino, tra una ricetta e l’altra, tra una qualità di cioccolato e un bicchiere di vino, si trova coinvolta in casi di omicidio che riesce a risolvere. Una moderna Miss Murple che non coltiva rose nella tranquillità del suo cottage nella campagna inglese ma di essere una cultrice del buon cibo e di andare alla ricerca dell’ingrediente perfetto e di indizi fondamentali a risolvere l’indagine.
In Morte di Cioccolato, la sua terza avventura, Ada Hartman  si trova in viaggio, su un aereo che sorvola la tratta Londra-Berlino. Disturbata nella sua lettura da un giovane e intraprendente berlinese si danno appuntamento il giorno successivo per gustare quella che è la loro passione, il cioccolato. Il romanzo così comincia in rosa, immergendo il lettore nel mondo fragrante del cacao, i luoghi di produzione, le fasi di lavorazione. Come ci si aspetterebbe da un romanzo giallo, però, i toni cambiano e Ada si trova ad indagare: da puro piacere il cacao diventa merce preziosa.
Questo l’inizio del romanzo che, trattandosi di un giallo, non ci è lecito continuare a raccontare; certo è che Ada Hartman si troverà a risolvere un bel mistero che, come spesso fa il cioccolato forte, forse la lascerà con un retrogusto amaro simile a quello che provano i lettori all’ultima pagina di un romanzo. Appassionante e coinvolgente, come ci si aspetterebbe dallopera di una grande giallista come Michela Gecele, è possibile riconoscere strade luoghi e monumenti reali e familiari per chi ci vive e per chi li ha visitati in cui, dopo averlo letto, sembrerà al lettore di intravedere proprio la protagonista tra la folla di via etnea o in fila al chek-in di un volo internazionale.
È difficile fare a meno di voler divorare anche i primi due romanzi, I Fiumi sotto la città e La Spiaggia dei Ricordi Morti, e attendere con ansia le sue successive avventure.

Il fascino del libro antico supera la comodità dell’e-book: intervista ad Alfredo Polizzano

Entrare per la prima volta in una libreria antiquaria può intimidire, data la compostezza, l’irrimediabile bellezza delle rilegature più particolari, edizioni uniche e inconfondibili che dopo il primo traumatizzante impatto suscitano familiarità, acuta simpatia.

La Libreria “Fenicie”, aperta da un anno e mezzo, nasce dalla passione sfrenata di Alfredo Polizzano per l’antiquariato e dalla voglia di ricostruire un posto nuovo, originale e frizzante. Sorge dalle ceneri della chiesa di San Giovanni, distrutta a causa di una bomba durante la seconda guerra mondiale, proprio come la fenicie, protagonista dell’antichissimo mito Egizio. Il nostro librario, nonché  fondatore della libreria, si innamora di questa leggenda e decide di ritornare. “E noi insieme ad Alfredo Polizzano, dove dobbiamo ritornare?” vi starete chiedendo.
La fenicie Egizia ogni anno quando doveva deporre le uova, ritornava in Egitto e si stanziava sotto l’altare di Iside; i sacerdoti vedendo tornare la fenicie al tempio, potevano dire che era iniziata la bella stagione e noi insieme a lei dobbiamo « Ritornare in un quartiere come San Cristoforo e ad una realtà e rinascita culturale che avvenga tramite i libri, in un periodo storico in cui abbiamo stravolto completamente il concetto stesso di cultura».

Il nostro libraio, immerso in un mondo fantastico che odora di carta e d’inchiostro,  decide di rispondere a qualche nostra domanda sul cambiamento e l’evoluzione che sta avvenendo nel settore culturale, toccando sia il punto di vista economico che quello educativo.

Come il mondo digitale ha intaccato il libro cartaceo? Gli audiolibri e l’e-book rappresentano i mezzi che porteranno all’estinzione del libro?
«  Io essendo un libraio antiquario, come facevano i vecchi accademici, dovrei risponderti parlando male delle tecnologie ma in realtà credo che il libro rappresenta un mezzo di diffusione culturale, e quindi devo ammettere che di un libro è importante il contenuto. Il libro e la lettura servono ad ampliare le conoscenze e la capacità critica del lettore. Io sono legato al fascino dell’antico per cui per me il libro è un oggetto sacro ed ancora ora MOLTO richiesto perchè a volte è una vera e propria opera d’arte. Il libro cartaceo sta vivendo una leggera inflessione forse perchè le case editrici non sono state in grado di proporre del materiale alternativo. Ma da libraio io devo smentire queste voci perchè la gente compra: siamo esseri umani, siamo attratti da ciò che è bello. Il libro non si estinguerà anche perchè il supporto cartaceo lo puoi sfruttare in modi diversi dall’e-book. L’e- book è uno specchietto per le allodole, la comunicazione veloce e schietta che non ti dà niente

Il libro, da molti antiquari, viene visto come un oggetto prezioso, accessibile solo a pochi, ad una determinata elite che dà molto valore alla rilegatura e alla sacralità del libro stesso. Cosa ne pensi delle versioni economiche, tascabili? Rende la cultura accessibile a tutti?
« Per quanto ne so ancora oggi ad un bambino alle elementari insegnano a leggere. Questa è la risposta che io do a chi con un tocco d’arroganza e superbia viene qui dicendo frasi come “ma ancora la gente legge?”. Io ho la mia libreria in Via Garibaldi e tra le varie tipologie di clienti ho due fasce a cui sono particolarmente affezionato, una è costituita da quei lettori che erano abituati a frequentare librerie 30anni fa e che hanno visto l’apertura della libreria “Fenicie” come una risorsa, e la seconda è quella che mi commuove: molto spesso noi, da intellettuali, pensiamo di rivolgerci ad un pubblico colto abituato alla lettura invece una buona fetta della libreria “Fenicie” è costituita dalle famiglie di San Cristoforo, un quartiere abbastanza popolare. Per cui esiste un libro adatto ad ogni tipo di persona. Ed è per questo che esistono librerie come la mia, cioè piccole librerie indipendenti nelle quali tu entri e non ti senti perso, chiunque tu sia. »
Una delle poche librerie antiquarie della Sicilia meridionale, la libreria “Fenicie”, immersa tra i colori delle copertine vissute, rappresenta un posto senza tempo, dove chiunque può sedersi e assaporare la magia dell’antico ed il brioso angolo da salotto dove poter vivere tante storie e crescere insieme ad un libraio che rappresenta non solo un amico, ma una guida.

Cosa compra la gente? che genere resiste?
«Assolutamente il romanzo. Ma credo sia sempre stato così. Però devo dire che una grande fortuna stanno avendo i libri illustrati. »

Tutti i libri antichi, come sono stati recuperati?
<<Ho fatto l’Indiana Jones del libro antico. Questa collezione che ho in libreria non è altro che il frutto delle mie ricerche perenni. Quando faccio viaggi come souvenir mi porto sempre una valigia di libri.>>

Che tipo di eventi culturali si svolgono in libreria?
« la libreria “Fenicie” punta allo sradicamento del concetto obsoleto di diffusione culturale; per questo ho apportato delle piccole modifiche rispetto agli incontri canonici delle librerie, partendo dalle presentazioni di libri. Qui siamo in un salotto e qui si svolgono i salotti allargati. Qui non si fanno delle presentazioni di libri perchè, nella forma canonica, non danno spazio al lettore, che è solo spettatore e non può interagire con l’autore del libro. Il lettore è interessato a conoscere l’autore quindi si fanno degli incontri in cui non si parla solo del nuovo libro. Nel caso in cui l’autore non è più vivente o non è disponibile, si svolge il “salotto dei lettori”, dove tutti i lettori si incontrano. Ma anche eventi legati alla musica e al teatro.»

Quindi possiamo rispondere ai nostri dubbi sulle nuove tecnologie? rappresentano l’inutile e fallito tentativo di diffusione culturale superficiale e schietta, come pensano uomini legati alla fragile preziosità degli oggetti storici e classici, oppure possono mostrarci un alternativo modo soddisfacente e più economico di formazione? Solo il tempo ci sarà d’aiuto in questo dilemma; l’unica certezza che abbiamo è che il libro avrà sempre qualcosa da dire a chi vorrà ascoltarlo.